Recapito posta a giorni alterni, incontro tra sindacati e comuni

L'incontro tra sindaci, sindacati e lavoratori. Il sindaco Sergio Caci: "Con una delibera in Consiglio comunale inviteremo i parlamentari del viterbese, i capi gruppo di Montecitorio e il governo a cancellare il piano dei tagli"

ACQUAPENDENTE – Tra nove giorni i cittadini potrebbero ricevere dal portalettere una raccomandata, i giornali, un atto giudiziario o altre urgenze non più tutti i giorni. Dal 24 ottobre negli uffici postali del Viterbese entra la nuova modalità di recapito a giorni alterni di Poste Italiane, e Grotte di Castro e Tarquinia (i due centri di smistamento) saranno i primi a sperimentare la nuova “razionalizzazione” alla quale saranno interessati 13 comuni.

Una decisione dell’azienda che ha sollevato le proteste dei lavoratori, dei sindaci e dei sindacati di categoria. Ieri al cinema Olimpia di Acquapendente si è svolto un incontro tra la Uil Poste Viterbo, la Cgil Viterbo e alcuni dipendenti di Poste che temono il loro futuro con la nuova rimodulazione dell’assetto organizzativo del recapito della posta. All’incontro sono stati invitati anche i sindaci della Tuscia ma si sono presentati in tre: Angelo Ghinassi di Acquapendente, Francesco di Biagi di Latera, Sergio Caci di Montalto di Castro, oltre al vicesindaco di Onano e alcuni assessori e consiglieri del comune di Proceno.

Al tavolo Antonello Dore (Rsu UilPoste Viterbo), il segretario Slc Cgil Amatucci Pompilio,
Franco Palumbo (Camera Sindacale Uil Viterbo) e Massimo Guerrini (Camera sindacale Cgil Viterbo) hanno spiegato nel dettaglio la manovra organizzativa di Poste Italiane con la quale tempo addietro hanno avuto già un incontro ma che non avrebbe ancora portato ad un ripensamento dell’azienda sul nuovo modello di recapito. Tutt’altro, un ritardo di un anno. Una decisione unilaterale legata ai tagli di una Spa composta del 29,26% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze; 35% da Cassa Depositi e Prestiti; 19,86% da investitori istituzionali e 15,88% da privati.

“L’avvio del progetto di Poste Italiane – dicono i sindacati – porterà un disagio sia ai portalettere che ai cittadini, poiché aumenterà il carico di lavoro con l’aumento della giacenza e i disservizi saranno inevitabili come quelli avvenuti a Latina e al nord Italia. Crediamo che una iniziativa sindacale appoggiata dai sindaci, coinvolgendo anche l’Anci sia il percorso giusto”. La parola è passata poi ai sindaci. Sergio Caci di Montalto di Castro ha illustrato subito la fase operativa.

“Avendo scritto già a gennaio scorso sia a Poste Italiane, sia ai parlamentari del collegio e al governo, ottenendo la sola risposta di Poste, che rimane ferma sulle sue posizioni – ha detto Sergio Caci – propongo ai sindaci di agire in modo diverso. La mia amministrazione proporrà al consiglio comunale una delibera con la quale inviteremo i parlamentari del viterbese, i capi gruppo di Montecitorio ed il governo a cancellare il comma 7 dell’art.3 del D.lgs n.261 del 1999. Senza entrare nei tecnicismi, è il comma attraverso il quale Poste Italiane porrà in essere il proprio piano dei tagli”.

Nello specifico, la consegna degli invii postali verrà effettuata a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana – martedì e giovedì in quella successiva).

“Da lunedì chiederemo un incontro formale alla struttura regionale di Poste Italiane – hanno aggiunto i sindacati – e completeremo insieme ai Comuni la proposta del sindaco Sergio Caci”.

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