Restyling per il complesso museale di San Francesco

CANINO – Un nuovo inizio per il complesso museale di San Francesco, che sarà in questi giorni, a partire da oggi, oggetto di risistemazione dei magazzini e ampliamento dell’esposizione, da parte della soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale.

Sito di profondo valore storico-culturale, ospita oltre al Museo della Ricerca Archeologica, anche una chiesa ed un ex convento. “Il Parco di Vulci è nato con l’intento di essere un motorino di avviamento per l’economia – ha dichiarato Patrizia Petitti, funzionaria soprintendenza Archeologia Lazio Belle Arti e dell’Etruria Meridionale -. Il potenziale del nostro territorio è vastissimo, sia dal punto di vista culturale che archeologico, e sarebbe possibile attirare un flusso  turistico di cultura medio-alta, che si fermerebbe per apprezzare le nostre ricchezze”.

In particolare la soprintendenza sta operando insieme all’amministrazione locale, per avviare un percorso che porti la struttura ad essere fruibile non solo ai visitatori, ma anche agli studenti. “Come amministratore delegato alla cultura di Canino – ha dichiarato Corrado Vaccarella – mi sento molto orgoglioso e soddisfatto dei risultati che numerosi mesi di lavoro, affrontati con grande serietà e competenza, hanno prodotto. Grande riscontro e partecipazione ho registrato da parte dei miei concittadini ma anche da parte della Soprintendenza, che sta duramente lavorando per ridare vitalità al Museo Archeologico di San Francesco. Credo fermamente in questo progetto che permetterà di creare laboratori didattico-educativi e ambienti dedicati agli studenti del settore”.

Si lavora quindi per portare il museo a nuovo splendore e perpetrare il cammino iniziato alla fine degli anni ’90, che ha visto la nascita del Parco Archeologico di Vulci, attraverso un accordo siglato tra Stato ed enti locali, che vede il museo della ricerca archeologica di Canino e il museo delle Masse di San Sisto di Montalto, fare parte del parco Vulcente. Parte integrante del Parco era costituito anche dal museo della Badia di Vulci, che in seguito alla legge Franceschini, è passato in gestione al Polo Museale del Lazio.

“Ci auguriamo di poter migliorare i rapporti con il Polo – spiega Patrizia Petitti – per poter portare avanti anche il progetto che vede l’unicità del biglietto per tutti questi meravigliosi siti archeologici”.

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