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sabato 16 Ottobre 2021

Rischio di grave danno ad un’area ad altissima valenza ambientate e baricentro del turismo ecologico dell’Italia centrale

Saline Tarquinia, Federbalneari: “No all’intervento previsto dalla Regione”

Nel contesto della ennesima crisi erosiva presente sul litorale delle Saline di Tarquinia, dove già si registrano conclamati danni irreversibili all’ecosistema costiero, Federbalneari Lazio e gli imprenditori balneari di Tarquinia si schierano contro l’intervento antropico ed invasivo proposto dalla Regione Lazio in somma urgenza e consistente nella realizzazione di una scogliera radente a ridosso del sottile cordone sabbioso che separa il mare dalle vasche delle Saline.

“Abbiamo già inviato una nota all’assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità, Mauro Alessandri, chiedendo di ripensare subito l’intervento di somma urgenza a difesa dell’area di pregio delle saline di Tarquinia con barriera radente per scongiurare il grave danno ambientale – dichiara Marco Maurelli, Presidente Federbalneari Lazio -. La tecnica scelta dalla Regione ha da sempre riportato effetti negativi per i tratti di costa interessati da questa tipologia di interventi invasivi e poco naturali”.

Per Federbalneari, infatti, l’intervento previsto dalla Regione, consistente nell’esecuzione di una scogliera radente al tratto di spiaggia eroso per ricostruire artificialmente la duna e proteggere le retrostanti strutture creerebbe un danno ad un’area ad altissima valenza ambientate nonché a tutt’oggi baricentro del turismo ecologico dell’Italia centrale.

“Oltre alla preoccupazione per l’intervento in sé c’è anche un tema legato agli interventi in somma urgenza che riteniamo deleteri per l’ambiente e per la sopravvivenza dell’intera costa come confermato peraltro dalla collettività scientifica – prosegue Maurelli – sono noti, infatti, gli effetti secondari delle opere radenti in somma urgenza: la difesa artificiale impedisce la formazione di una spiaggia; fondali antistanti possono approfondirsi ulteriormente; la costa adiacente non protetta è soggetta a forte erosione; le Saline acquisirebbero un aspetto non più naturale. Riteniamo sia fondamentale dunque ripensare al più presto il modo di difendere il tratto delle Saline con uno sguardo all’intera costa in modo programmato e con intervento immediato”.

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“Esprimiamo forte preoccupazione a nome delle imprese turistiche balneari di Tarquinia Lido, le quali sono molto preoccupate da questa idea poco razionale di difendere un’area protetta come le Saline, vera ricchezza del territorio, attraverso un intervento artificiale così invasivo con conseguenze negative che andrebbero anche a riverberarsi impattando anche sul tratto nord della costa e che potrebbe dunque causare un doppio danno ambientale al territorio”.– sottolinea anche Marco Marzi imprenditore e coordinatore Federbalneari di Tarquinia.

L’ecosistema di tutela delle saline e il tratto di spiaggia adiacente vedrebbero entrambi un incremento ed accelerazione dei fenomeni erosivi già presenti con danni incalcolabili per la stagione turistica ormai alle porte. La preoccupazione riguarda, soprattutto, il cambio repentino delle correnti che si genererebbe, mediante la costruzione invasiva di questa opera radente, da pietre gettate in modo grezzo a difesa del tratto delle saline e senza alcuna logica per il trasporto di sedimento, dicono dall’ufficio tecnico di Federbalneari.

Federbalneari Litorale Nord, sostenuta anche da Assotour e dalle stesse imprese turistiche di Tarquinia Lido, ha già inviato alla Regione una proposta alternativa dallo spirito fortemente “green” a tutela dell’intero tratto costiero a partire dalle Saline sino alla Foce del Marta che non comporterebbe alcun ulteriore aggravio di costo oltre alle somme stanziate e i cui benefici potrebbero essere estesi anche all’intera costa per circa 6 km e non solo su un tratto.

Federbalneari Litorale Nord

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