Sant’Antonio Abate, tra storia, leggenda e tradizioni si festeggia la benedizione degli animali

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MONTALTO DI CASTRO – Due gli appuntamenti da segnare sull’agenda per tutte quelle persone, e non, che tengono un animale in casa, in giardino, in cortile o addirittura in una stalla. Perché la Festa di Sant’Antonio Abate è la loro, dei nostri amici a quattro, e perché no, a due zampe che ogni anno prendono parte alla benedizione celebrata dal parroco del paese. Quest’anno il programma, organizzato dal Comune con la collaborazione dell’associazione “La Bardella”, la Federazione Italiana Turismo Equestre Trec, la Polisportiva Montalto, i Cavalieri di Vulci, l’associazione musicale “Zero in condotta”, e con la straordinaria partecipazione del Corpo Forestale e la Fanfara dei Carabinieri a cavallo, si terrà a Montalto e Pescia il 18 e il 25 gennaio. Per i buongustai, come tradizione, non mancherà la colazione del Buttero: salsicce, vino, pane e ricotta preparati da generosi volontari.

L’appuntamento del 18 gennaio a Montalto è alle ore 10 in via Adriatica con il raduno degli animali e l’associazione Bandistica Musicale di Valentano. Alle ore 11 sfilerà il corteo per le vie del paese, e alle 12 sarà svolta la funzione religiosa celebrata dal Padre Giuseppe Calvani, con la benedizione degli animali a piazza del Castello.

Il bis a Pescia Romana con gli stessi orari domenica 25 gennaio: il raduno a piazzale delle Contrade e a seguire il corteo fino ad arrivare a piazza delle Mimose con la benedizione degli animali, celebrata dal parroco Giovanni Felici.

Chi era Sant’Antonio Abate? Perché festeggiamo? Nato nel 250 a Coma, oggi Qumans, in Egitto, è ricordato come uno degli eremiti più illustri della chiesa cattolica. Nella tradizione cattolica è infatti conosciuto come il santo protettore degli animali, tanto che anticamente nelle stalle si esponeva la sua immagineA soli venti anni abbandonò tutti i suoi averi per dedicarsi in solitudine alla vita spirituale, combattendo contro le tentazioni della vita terrena. Visse per oltre ottanta anni da solo, nel deserto della Tebaide e sulle rive del Mar Rosso. La festa si celebra il 17 gennaio, giorno in cui  la leggenda vuole che in suo onore gli animali acquistino la capacità di parlare, similmente a quanto si narra avvenga nella notte dell’Epifania.

 

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