Scosse telluriche nell’alta Tuscia, Rotelli presenta interrogazione al governo sugli impianti geotermici

Il deputato di Fratelli d'Italia: "La zona dove si avvertono le scosse coincide con quella del distretto vulcanico Vulsino, dove dovrebbero sorgere in futuro gli impianti geotermici"

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VITERBO – “Di fronte al recente susseguirsi di scosse telluriche nel territorio dell’alta Tuscia, da più parti collegate alle discusse autorizzazioni agli impianti geotermici dello scorso luglio, non possiamo certo rimanere indifferenti”.

Così il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, che ha presentato una interrogazione a risposta scritta, per sapere quale sia l’intenzione del Governo in merito alla realizzazione del controverso progetto di impianti geotermici nella provincia di Viterbo.

“Ventinove sindaci di Comuni siti nelle aree settentrionali del Lazio, tra i quali ben ventisei governano nella provincia di Viterbo – aggiunge Rotelli – hanno indirizzato una lettera al Governo e alla commissione grandi rischi della Protezione civile per chiedere un’integrazione della valutazione di impatto ambientale del progetto per la realizzazione della centrale geotermica “Nuova Latera”, prevista in tali territori.

La preoccupazione dei sindaci nasce dall’intensa attività sismica avvertita negli scorsi giorni soprattutto nella provincia viterbese, colpita da almeno ottanta scosse, trenta delle quali solo tra la mezzanotte e le 18:48 del 16 maggio.

La zona dove si avvertono le scosse – continua Rotelli – coincide con quella del distretto vulcanico Vulsino, dove dovrebbero sorgere in futuro gli impianti geotermici per la produzione di energia attraverso lo sfruttamento di fonti di calore nel sottosuolo, più di una volta interessata, nel tempo, da terremoti di magnitudo anche superiori a 5,5 gradi della scala Richter”.

La lettera dei sindaci mette in risalto “una vasta letteratura ha evidenziato i rischi associati ad attività di esplorazione, trivellazione, estrazione e reiniezione di fluidi in sistemi idrotermali, che presentano analogie con le criticità del territorio in oggetto. I recenti casi di sismicità indotta o innescata, registrati a livello mondiale, a seguito delle attività sopra elencate, hanno ulteriormente confermato le evidenze messe in luce dalla suddetta letteratura”.

Il timore dei sindaci è che la realizzazione degli impianti geotermici possa “aggravare” le scosse sismiche nella zona, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini e i loro beni materiali a causa di eventuali eventi sismici “di tipo transregionale con magnitudo rilevante e potenzialmente distruttiva che incomberebbe sul distretto vulcanico Vulsino in conseguenza di attività di ricerca e sfruttamento della risorsa geotermica”.

I sindaci chiedono che sia messo in atto “ogni possibile intervento di prevenzione dei rischi e dei pericoli al fine della tutela, della sicurezza e dell’incolumità della comunità e dei territori da noi amministrati”.