Spiagge: il Codacons chiede ai prefetti il divieto di fumo in tutta Italia

"I mozziconi di sigarette inquinano più della plastica", il Codacons pronto a denunciare i comuni per concorso in inquinamento e danneggiamento ambientale

MONTALTO DI CASTRO – Una vera e propria battaglia legale quella che intende fare il Codacons, che chiede lo stop delle sigarette sulle spiagge di tutta Italia. Lunedì, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori presenterà una diffida ai prefetti affinché ordinino ai comuni di imporre i divieti sui litorali.

“Se da un lato è vero che negli ultimi anni si sono moltiplicate le ordinanze comunali che vietano il fumo in spiaggia – spiega il Codacons – dall’altro è innegabile che non è stato fatto ancora abbastanza per tutelare la salute dei bagnanti dai rischi connessi al fumo e per difendere l’ambiente”. Da Sassari a Savona, passando per Lampedusa, Bibione, Ladispoli e Anzio, chi viene colto a fumare in spiaggia andrà incontro a multe salate, ma nella maggior parte dei lidi italiani non vige alcun divieto.

“Si crea così una disparità di trattamento a danno dei cittadini – continua il Codacons – che magari possono fumare su una spiaggia ma non in quella limitrofa, perché situata sul territorio di un comune che non ha adottato alcun provvedimento di divieto. La necessità di tutelare la salute pubblica dai rischi connessi al fumo passivo (si ricorda che il fumo provoca 80mila morti l’anno solo in Italia), associata all’esigenza di difendere l’ambiente dai mozziconi di sigaretta lasciati sulla sabbia che impiegano fino a 5 anni per decomporsi e inquinano i mari più della plastica, deve portare a vietare il fumo sulla totalità delle spiagge italiane”.

L’associazione chiede dunque ai prefetti dei territori dove sono collocate le spiagge, in virtù dei loro poteri, di ordinare alle amministrazioni comunali l’adozione di apposite ordinanze tese a stabilire divieti di fumo e di abbandono di prodotti da tabacco sulle spiagge di loro competenza.

“Se non saranno adottate misure urgenti Codacons denuncerà nei prossimi giorni i Comuni per concorso in inquinamento e in danneggiamento aggravato del patrimonio naturale”.

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