Stroncato traffico di droga nel Viterbese, sette arresti

L'operazione dei carabinieri denominata "Underground" è scattata all'alba di questa mattina. Droga a fiumi destinata ai clienti del viterbese

VITERBO – Maxi operazione all’alba di questa mattina dei carabinieri di Viterbo e della direzione distrettuale antimafia di Roma per un traffico di droga nella provincia di Viterbo.

Sette gli arresti dei militari a seguito di una indagine iniziata nel settembre del 2015, che ha visto andare alla sbarra quattro cittadini stranieri e tre italiani che avevano instaurato un sodalizio criminale volto al traffico di sostanze stupefacenti.

All’operazione di questa mattina hanno partecipato numerosi militari del Comando provinciale carabinieri di Viterbo – con l’ausilio di unità cinofili antidroga del Nucleo CC di Roma Ponte Galeria e di un velivolo del Nucleo Elicotteri CC di Pratica di Roma, per stroncare la banda che spacciava cocaina purissima nella Tuscia.

Dalle indagini risulta che un cittadino macedone, in preda alla disperazione e profondamente impaurito, si era rivolto ai carabinieri denunciando di essere stato vittima di una violento pestaggio e di un sequestro di persona a scopo di estorsione.

In particolare, lo straniero, al quale venivano cagionate fratture multiple (giudicate guaribili in 25 giorni), dopo aver confessato di essere inserito in un contesto di traffico di stupefacenti, autoaccusandosi di aver spacciato dette sostanze, riferì che un gruppo di albanesi, presso i quali si era rifornito di droghe, lo avevano prelevato con l’inganno e condotto in una zona di campagna, dove era stato picchiato selvaggiamente e minacciato con una pistola per costringerlo ad onorare il debito maturato per l’acquisto a credito dello stupefacente.

Da allora era stata avviata una complessa e articolata attività investigativa, denominata convenzionalmente “Operazione Underground” che, sotto la direzione della Procura distrettuale di Roma, ha permesso di accertare l’esistenza di un’associazione, capeggiata anche dal cittadino albanese, finalizzata al traffico di sostanza stupefacenti, composta prevalentemente da cittadini albanesi irregolari.

Costoro, in maniera organizzata, importando cocaina dal Belgio, immettevano, attraverso una rete di pusher, cocaina sul mercato di Viterbo e di alcuni centri della provincia, quali Canepina e Vignanello.

L’attività di occultamento e preparazione della droga per lo smercio era particolarmente sofisticata, sempre orientata ad evitare di incappare nei controlli delle forze dell’ordine. Lo stupefacente, infatti, giunto a Viterbo, veniva “tagliato”, suddiviso in dosi e posto in barattoli di vetro, con all’interno riso per preservarlo dall’umidità. I contenitori, quindi, venivano occultati in zone di campagna, in seguito prelevati nei momenti immediatamente antecedenti la consegna ai vari clienti.

I carabinieri, attraverso le proprie investigazioni, sono riusciti a monitorare i movimenti degli indagati, individuando anche i luoghi di occultamento dello stupefacente. In una circostanza, gli stessi militari, rinvenuto un barattolo contenente diverse decine di grammi di cocaina di ottima qualità (in alcuni casi con un grado di purezza del 91%), hanno sostituivano – per non pregiudicare le indagini – lo stupefacente (sequestrandolo) con della farina.

Nel corso delle indagini sono state ricostruite transazioni di ingenti quantitativi di droga, sequestrandone una piccola parte pari a 700 grammi di cocaina. Sono stati, inoltre, sequestrate cospicue somme di denaro ed eseguiti arresti e denunce.

I Carabinieri, su delega della D.D.A., a parziale conclusione delle indagini in questione, a Viterbo e Terni, hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo degli indagati.

I capi di imputazione ai quali devono rispondere gli indagati, oltre agli art. 73 e 74 del D.P.R. 309/90, sono sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.), lesioni personali aggravate (artt. 582, 585 c.p.), porto d’arma da fuoco ( art. 12 e 14 D.lvo 497/1974) ed estorsione (art. 629 c.p.).

Un altro indagato, un cittadino albanese di 37 anni facente parte dell’associazione in trattazione, è stato localizzato in Spagna, motivo per il quale il gip di Roma ha emesso il  Mae (Mandato di cattura europeo) per consentire l’esecuzione della custodia cautelare in carcere. Quest’ultimo provvedimento, grazie alla collaborazione con il servizio di cooperazione internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno e delle autorità di polizia spagnole, è stato eseguito presso l’aeroporto di Barcellona mentre era in procinto di imbarcarsi per raggiungere altro paese europeo.

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