Successo di pubblico per Figaro! di Opera Camion

[ad id=”749″]TARQUINIA – Nella bella cornice di piazza San Martino a Tarquinia, tappa di un itinerario che ha toccato quartieri popolari di Roma e qualche città di provincia, è andato in scena Figaro!, di Opera Camion: un suggestivo allestimento del Barbiere di Siviglia di Gioacchini Rossini a cura del Teatro dell’Opera di Roma, in coproduzione con il teatro Massimo di Palermo, con cantanti, attori e tecnici di “Fabbrica” Young Artist Program e con la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Carlo Donadio e Roberto De Maio, per la regia di Fabio Chersti e la scenografia di Gianluigi Toccafondo.

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Il pubblico, stipato in ogni angolo della piazza, ha applaudito con entusiasmo anche gli attori (scenografici e muti, nelle parti dei personaggi minori), e i giovanissimi, bravissimi musicisti dell’orchestra giovanile del teatro lirico di Roma. “È grande la soddisfazione di aver potuto ospitare un spettacolo di questa qualità e vedere piazza San Martino gremita. – afferma l’assessore allo spettacolo Sandro Celli – I consensi sono stati unanimi. Era una prima volta che è perfettamente riuscita”. L’adattamento dell’opera di Rossini, in cinque personaggi e un solo atto, si svolge tutto nella pancia di un camion senza sponde, che nelle intenzioni dichiarate degli ideatori si richiama alla tradizione del Carro di Tespi, al teatro di piazza e alle compagnie di burattini, riletti però in chiave contemporanea, tra la modern art e il rock and roll, cosicché il figaro (giapponese, giallo in viso e con la cresta) ha mani di forbice, sul palco passano continue citazioni cinematografiche (a un certo punto compare Alex di Arancia Meccanica), e su un caleidoscopico sfondo trascorrono per tutto il tempo, rutilanti e poetici, pesci e cupole, angeli e meduse, skyline e chiome fluenti, come note a margine degli accadimenti, ma anche dei pensieri di Rosina e del Conte di Almaviva, di Bartolo e di Basilio, il consigliere fraudolento – perciò verde in faccia.

I cantanti sono giovani, cosmopoliti, hanno forte il senso della scena e mentre cantano disegnano bellissimi bozzetti colorati, tra capelli di medusa e parrucche rosse, pettini, spazzole e code improbabili: un Figaro dunque assolutamente pop, e non solo per la destinazione ai quartieri periferici, per la natura autenticamente popolare dell’opera lirica e per la gratuità dello spettacolo (patrocinato dalla Regione Lazio, presenti in piazza l’assessore alla cultura Lidia Rivera e Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dellì’Opera di Roma).

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