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Viterbo
martedì 28 Settembre 2021

E’ tempo di saldi, caccia al prezzo ribassato

VITERBO – Sono partiti da ieri i saldi estivi. In un periodo di crisi economica come quello che stiamo passando, per molti i saldi estivi rappresenteranno un momento per fare acquisti cercando la classica occasione. E quest’anno rivestono particolare importanza anche per i negozianti, che sperano che le vendite di fine stagione contribuiscano a recuperare le perdite dovute al ritardo dell’inizio della stagione estiva, provocato dal maltempo.

Per la Fismo-Confesercenti Nazionale, l’organo di rappresentanza del settore moda dell’associazione, è fondamentale che i saldi si svolgano nel rispetto delle regole previste dalla normativa: mostrare chiaramente il prezzo iniziale, la percentuale di sconto proposta ed il prezzo finale, garantire qualità del prodotto, proporre dei ribassi ragionevoli e rivolgersi ai propri esercenti di fiducia.

“Quest’anno poi – spiegano Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo e Lina Novelli, responsabile del settore Moda della Confesercenti – è stato raggiunto un accordo politico presso il tavolo di coordinamento interregionale del commercio  per fissare la partenza dei saldi estivi  in contemporanea praticamente sul tutto il territorio nazionale. Questo è sicuramente positivo per il commercio, garantisce l’equilibrio concorrenziale e tutelando allo stesso modo piccole e grandi imprese. Comunque, il bilancio di questi saldi si potrà fare solo ad agosto per confermare la ripartenza dei consumi che nel 2016 sembrano aver perso velocità.

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C’è poi un altro dato interessante: “Un cliente su due punterà alla qualità del prodotto – precisa la Novelli – e questo è importante visto che a volte ci si può imbattere in merce non buona, contraffatta. Ecco perché invitiamo sempre ad acquistare saldi sicuri, rivolgendosi ai propri negozi di fiducia”. Come Confesercenti – conclude Peparello – vogliamo quindi sottolineare l’importanza di tutelare e difendere il made in Italy, altrimenti rischiamo che il calo di fatturato delle aziende italiane nel settore dell’abbigliamento, ma non solo, continui e ne facciano le spese anche tutti coloro che lavorano in queste imprese”.

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