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Tirrenica: «A Tarquinia le bugie hanno le rampe corte»

Aurelia Farnesiana SatTARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo – Mai la chiusura dell’accesso della Farnesiana senza il ponte sul fiume Mignone.

Questo è da quasi un anno il nostro punto fermo, la nostra richiesta che non è la sola ma certamente quella simbolica, che rappresentava tutte le altre, quella di una viabilità adeguata e sicura, quella della sicurezza stradale per i residenti, quella della valorizzazione di un territorio, quello della Farnesiana e dintorni, quello della maremma laziale.

E’ per questo che quando la Sat, società autostrada Tirrenica, ha deciso, in accordo o con la complicità o almeno grazie al silenzio delle istituzioni tutte, di chiudere l’accesso della Melledra Farnesiana al km 84 della via Aurelia, lo ha fatto nel peggiore dei modi.

Per questo le forze dell’ordine hanno permesso che questo sopruso venisse concluso nel modo più rapido e indolore (per la Sat si intende), così che non si parlasse ancora di quel ponte che non c’è, così che non si potesse approfondire il fatto che non c’è stata, almeno per quanto ne sappiamo perché nessuno ce l’ha mostrata, alcuna ordinanza che autorizzasse la chiusura di un accesso sulla Statale (se la parola Stato ha ancora un valore), se non l’ordinanza della Sat stessa, chiamiamola un’ordinanza privata.

Ora la Sat avrà pure dimostrato di avere potere assoluto sul territorio di Tarquinia, ma se le cose sono state portate avanti con questo modus operandi è perché le istituzioni, il Comune di Tarquinia e il sindaco in testa, hanno lasciato che questo avvenisse, dimostrando di aver perso la sovranità del proprio territorio, abbandonato alla volontà di una società privata che da una parte dice di essere estensione della volontà dello Stato che le ha ordinato un’opera di interesse strategico nazionale, ma dall’altra continua a dichiarare di non volerla terminare per mancanza d’interesse, economico ovviamente che è quello che ha sempre contato veramente.

Il sindaco di Tarquinia non ha informato i residenti dell’imminente chiusura dell’accesso, è stata la Sat a farlo per mezzo di un comunicato pubblicato solo sui telematici; il 23 gennaio cantava vittoria dichiarando “Sat anticipa i tempi della costruzione del ponte sul fiume Mignone” e il 10 febbraio, appreso della chiusura stabilita per il 12, conscio che questa avrebbe danneggiato la sua immagine di Sindaco che tutela il territorio, scrive di nuovo alla Sat chiedendo “una dichiarazione che, in maniera inequivocabile, affermi e garantisca che i suddetti lavori (cfr. il ponte sul fiume Mignone) saranno ultimati prima dell’entrata in esercizio dell’Autostrada, per assicurare ai residenti delle zone previste da questo accordo di raggiungere il centro abitato senza disagi”.

L’accordo al quale fa riferimento il Sindaco è una personale lettura, ad oggi immotivatamente ottimista, di uno scambio di lettere tra il Ministero delle infrastrutture e la Sat (pubblicate per intero su www.perilbeneditarquinia.it), avvenuto tra dicembre e gennaio, in cui il Ministero e la Società concessionaria semplicemente si ‘rimpallano’ la patata bollente, e dalle quali si evince solo che nessuno vuole pagare questo ponte e che il ponte è certo solo nei sogni (o negli incubi) del nostro primo cittadino.

Siamo lieti però di leggere che finalmente si ammettono i “disagi” futuri dei residenti che nel frattempo hanno potuto prendere coscienza, anche chi ancora non lo aveva fatto, di come sarà la viabilità futura senza il ponte e le altre complanari incluse nella variante al lotto 6A. I residenti della Farnesiana per oltre dieci giorni sono stati obbligati a percorrere il ‘giro di Peppe’, un pericoloso tragitto che li ha allontanati dal comune di Tarquinia di oltre 7 km, un assaggio di quello che li aspetta in via definitiva se l’autostrada verrà completata e inaugurata senza il nuovo ponte sul fiume Mignone.

Anche intorno all’apertura del nuovo accesso, spacciata come la soluzione di tutti i mali e che invece è solo una misura provvisoria, aleggia più di un sospetto. Nonostante i lavori sulla rampa fossero già terminati nella notte tra il 21 e il 22, e nonostante lo stesso Sindaco avesse prontamente annunciato l’apertura nella prima mattinata, l’accesso è stato aperto solo nel pomeriggio del giorno successivo senza altri interventi.

Quale è stato il motivo del ritardo? La rampa è pericolosa? L’accesso è troppo stretto per garantire sicurezza a chi si immette? Oppure in qualche modo la Sat, quando ha dichiarato nel comunicato stampa del 12 febbraio che l’apertura sarebbe avvenuta “contemporaneamente all’autorizzazione della chiusura del cavalcavia del Lupo Cerrino”, intendesse con questo subordinarla ad altro?

“Ho sempre affermato che avrei tutelato il diritto alla mobilità e così sto facendo” – queste le ultime ‘parole famose’ del Sindaco, preoccupato più che altro di insultare uno dei nostri esponenti che ne ha chiesto giustamente le dimissioni. Sì perché c’è da domandars che ruolo possa ancora esercitare in questa triste storia un sindaco che sembrerebbe subire quelli che somigliano a veri e propri ricatti della Sat, mentre a pagarne il prezzo sono i suoi stessi concittadini.

La strada Melledra Farnesiana è stata chiusa spezzando le catene di chi a quel territorio ha legato la sua vita, ma il Comitato stringendosi con tutta la comunità non mollerà e non concederà tregua fino a quando il nuovo ponte e tutta la variante non sarà cosa fatta.

Il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

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