Tomba della “Truccatrice”: alla ricerca del Dna per ricostruire il profilo genetico

MONTALTO DI CASTRO – La tomba della “Truccatrice” – così è stata denominata dagli archeologi – sta suscitando interesse tra gli studiosi della Fondazione Vulci, che sono al lavoro per ricostruire la storia di questa antica sepoltura femminile risalente al III-II secolo a.C.

La scoperta è avvenuta alla vigilia di Natale a Vulci, durante gli scavi nell’area di Poggetto Mengarelli. I reperti rinvenuti, conservati presso il laboratorio di restauro di Montalto, testimoniano come i personaggi avevano un proprio ruolo. Infatti, dai ricchi oggetti personali, spunta una custodia che in origine doveva essere in pelle (come testimoniano le tracce di materiale organico rinvenute), della quale restano gli incavi per gli agganci in argento e due dei tre strumenti che essa doveva contenere per la cura del corpo. Lo spiega ai nostri microfoni il direttore scientifico della Fondazione Vulci, Carlo Casi: “Sicuramente è una tomba che ci darà molta soddisfazione anche tra un po’ di tempo, quando avremo ultimato le analisi genetiche grazie ad un progetto dell’Università di Goteborg”.

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