Un Pastore affidabile

IV DOMENICA DI PASQUA

Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 27-30)

In quel tempo, Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io dò loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.
Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola”.

UN PASTORE AFFIDABILE

Missione meravigliosa e di grande responsabilità quella del “pastore di anime”: un titolo questo che esprime molto meglio il compito che i preti sono chiamati a vivere ogni giorno nelle comunità presso le quali sono inviati.
Nelle parrocchie, se si facesse un intervista a chi crede e frequenta almeno un po’ la chiesa, ognuno avrebbe qualcosa da dire sul proprio don, magari degli apprezzamenti ma anche critiche e tutta una variegata serie di consigli su come dovrebbe essere, cosa dovrebbe fare e come dovrebbe farlo. Ogni persona ha in mente un prete ideale e magari invidia il don di un’altra parrocchia e spera che lo mandino presto nella propria.

Il prete però ha l’unico dovere di imitare Cristo e svolgere la sua missione sul modello e con la passione dell’unico “Buon Pastore”: non deve seguire le aspettative della gente, specie se non sono conformi al modello di Gesù, né deve mirare a conquistare l’approvazione delle persone allontanandosi da ciò che è chiamato a fare.

La gente sa riconoscere un “buon pastore” e anche se a volte avverte il tocco del bastone e del vincastro, sa fidarsi e affidarsi, perché sente la fede, la coerenza e la passione di chi da la vita per le proprie pecorelle: si dedica a loro con disponibilità, pasce le sane, cura le malate, le protegge dai lupi rapaci e le custodisce con il suo amore, che è lo stesso del Padre.
Ogni prete comunque è un uomo e come tale imperfetto: tutti vorremmo preti perfetti, che non sbagliano mai.

Senza uscire dal nostro ruolo di gregge, possiamo comunque aiutarli a migliorare se nel loro comportamento c’è qualcosa che chiaramente non è secondo la volontà di Dio. Con rispetto e spirito di carità, senza giudicare e condannare, parliamo con loro, personalmente e non criticandoli alle spalle, e confrontiamoci con loro, magari insieme ad altri fratelli e sorelle di buona coscienza, mirando solo al vero bene.
Anche questo è vivere da cristiani, e seguire insieme e sempre meglio l’unico Signore di tutti.

Buona domenica
Don Rossano

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