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Vigili del fuoco, sciopero generale: «Non possiamo aspettare il morto»

TARQUINIA – «Basta parole! Basta piagnistei! Facciamo a Tarquinia la sciopero generale dei vigili del fuoco per protestare contro i continui tagli agli organici e alle risorse. Non possiamo aspettare il morto, prima che qualcosa si muova. Il nostro caso è emblematico di quale sia la situazione in tutta Italia».

Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, dopo l’incendio del 19 febbraio che ha danneggiato una palazzina a Tarquinia riportando alla ribalta l’urgenza di un distaccamento permanente in città.

«Sono anni che chiedo la stessa cosa: ovvero la creazione di un presidio fisso dei vigili del fuoco. – prosegue il primo cittadino – Ora sull’onda emotiva tutti si lamentano e scoprono l’estrema gravità della questione. Poi passata la paura, nessuno parlerà più del problema fino alla nuova emergenza. Cosa aspettiamo. Il corpo dei vigili del fuoco e i sindacati scelgano una data per indire uno sciopero generale da fare a Tarquinia.Scenderò in piazza con loro indossando la fascia tricolore. Il tempo dei lamenti è finito. Occorre passare all’azione e far sentire forte la voce della protesta».

Giova ricordare che Viterbo, capoluogo di provincia, dista oltre 45 chilometri da Tarquinia, con tempi di percorrenza che sfiorano l’ora; Civitavecchia, invece, è distante circa 20 chilometri, ma la città presenta infrastrutture di estrema rilevanza come il porto, il più importante del Mediterraneo per traffico crocieristico, e una centrale elettrica, tra le più grandi d’Italia.

«In tema di sicurezza non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B. – conclude il sindaco Mazzola – La posizione geografica della città è strategica, perché un presidio fisso a Tarquinia, garantirebbe la copertura di tutta la fascia litorale viterbese, e dei comuni dell’immediato entroterra. Senza dimenticare che in estate la popolazione cresce in modo esponenziale e con essa, le emergenze».

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