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venerdì 7 Maggio 2021

Volpe uccisa da una tagliola, indagini in corso

È stata sottoposta a soppressione eutanasica dal veterinario Asl, la volpe che mercoledì scorso era stata intrappolata in una tagliola posizionata in una zona di campagna non lontano dal centro storico di Celleno.

Nonostante il rapido intervento sul luogo dei carabinieri forestali, allertati dalla Lav, e dell’Asl di Viterbo, le lesioni procurate all’arto rimasto imprigionato e la grande quantità di sangue perso, non hanno lasciato via di scampo all’animale. Il corpo è stato consegnata all’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri per le analisi del caso, mentre il veterinario intervenuto ha provveduto ad inviare una relazione di quanto accaduto alle autorità competenti.

“Stando alle testimonianze che abbiamo raccolto – dichiara Maria Grazia della sede LAV di Viterbo – risulta che sia stata organizzata una trappola fatta ad arte per catturare la volpe: in prossimità di un pollaio, infatti era stata posta una gabbia contenente una gallina morta e delle uova, e fuori della gabbia era stata fissata la tagliola”.

L’uso delle tagliole è punito dalla legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici e comporta sanzioni di carattere penale. Anche l’uccisione di un animale, come nel caso della volpe, avrà ricadute pesanti sul responsabile di questo atto indicibile, l’art.544 bis del Codice Penale impone infatti la reclusione fino a due anni per coloro che si rendono responsabili della morte di un animale.

Se poi dovesse risultare che la volpe uccisa fosse una femmina con prole, il responsabile dovrà rispondere anche della morte dei cuccioli abbandonati nella tana senza più cure parentali.

Peraltro la tagliola sarebbe potuta essere un pericolo non solo per gli animali selvatici, ma anche per animali familiari o, addirittura, persone, trovandosi in luogo non lontano dal centro abitato.

“È assurdo che ancora oggi si possa ricorrere a sistemi tanto barbari e violenti per salvaguardare la vita di esseri viventi e senzienti uccidendone altri – continua la Lav – non tanto per rispetto della vita degli uni, quanto perché considerati, gli altri, fonte di reddito e/o cibo. Ancor di più perché sarebbe stato sufficiente apporre un’adeguata recinzione per evitare eventuali predazioni da parte della volpe.

“Quanto accaduto è inaccettabile e indegno di una società civile – conclude la Lav – per questo siamo già al lavoro con il nostro ufficio legale per valutare la denuncia del responsabile alla Procura della Repubblica, perché sia punito in maniera esemplare”.

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