Vulci nella cinquina delle scoperte archeologiche più importanti al mondo

Un premio annuale per dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche nel Mondo

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MONTALTO DI CASTRO – Il parco di Vulci protagonista alla Borsa Mediterranea del turismo archeologico a Paestum. Un premio annuale per dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche nel Mondo, assegnato in collaborazione con le autorevoli testate archeologiche internazionali.

L’antica città etrusco-romana è nella cinquina dei più importanti ritrovamenti per l’anno 2019, con il Leone Alato del VI secolo a.C. rinvenuto nell’autunno dello scorso anno durante i lavori di scavo diretti da Simona Carosi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale, nella necropoli dell’Osteria di Vulci. La scoperta era avvenuta durante la fase di evidenziazione della stratigrafia orizzontale del terreno, in prossimità di alcune strutture funerarie sepolte nella necropoli. Il leone per il popolo etrusco era considerato fiero, possente e apotropaico, ossia aveva la funzione di allontanare dalle tombe profanatori, gli dèi avversi e il fato.

La scultura è una raffinata testimonianza di quella che fu una tradizione propria della produzione artistica vulcente del VI secolo a.C. In questo periodo botteghe vulcenti scolpirono sfingi, leoni, pantere, arieti, centauri e mostri marini, vigili guardiani della quiete eterna dei morti. Ma già intorno al 520 a.C. la produzione di queste statue venne a cessare, forse nel tentativo di porre un limite alle ostentazioni di lusso ormai ritenute inopportune.

Il premio è intitolato a Khaled al-Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. Sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta archeologica che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico attraverso la pagina Facebook della Borsa nel periodo 1 giugno – 30 settembre. Per votare correttamente occorre accedere all’album e porre un like all’immagine prescelta.